Nuovo intervento di Gionni

category News gdap 26 giugno 2009

pdVorrei solo fare un ragionamento politico.

Il nostro partito aveva detto, dopo l’ultima caduta di Prodi, e noi lo avevamo ribadito in tutte le nostre decisioni, anche  a livello locale: mai più “ammucchiate” politiche che a volte ci portano a vincere, mai  a governare a lungo . Non possiamo mettere insieme tutti , in altre parole, e poi fare un programma impossibile, una “accozzaglia” di idee incompatibili tra loro. Quindi, mai più , prima alleanze ,poi contenuti .

Poi c’è stata la parentesi Veltroniana   della autosufficienza del PD, anch’essa naufragata alle ultime politiche.

Dopo abbiamo assunto, qui sempre in modo unanime , anche  la strada del programma come punto base. Prima i contenuti , poi le alleanze con chi li condivide o si trova su posizioni simili .

Così facemmo, tutti insieme, decidendolo unanimemente nel  PD, dopo le politiche, con una campagna di ascolto culminata con la approvazione di un programma nel luglio dello scorso anno (al parco dei tigli) .

Questo è stato il percorso fatto qui,anche con gli altri partiti, almeno  con quelli che hanno voluto confrontarsi sui problemi.

C’è stato chi addirittura non ha voluto neppure sedersi a parlare di programmi ritenendo che i suoi  fossero indiscutibili come la sua persona. Forse non lo abbiamo comunicato adeguatamente o forse non abbiamo fatto scelte in modo più netto e comprensibile (sul bilancio,sulla divisione ed altro) .  Parliamo anche di questo.

La riflessione politica  va fatta , tutti insieme, perché tutti insieme abbiamo deciso. Anche assumendoci insieme ogni  responsabilità, individuando però  strategia politiche , anche in prossimità del congresso.

Quali alleanze? Ci abbiamo ripensato? Rifacciamo come in passato, tutti insieme a prescindere , o continuiamo su questa strada dei contenuti innanzitutto.

Ebbene, nonostante questo (ed altro!), come a Milano e in altre parti,  potevamo vincere, ci siamo andati vicino, ce la siamo giocata.

Ma possiamo lavorare per vincere , ragionando di politica, di cose da fare , con chi, a sinistra e al centro, è disposto al confronto,  unico metodo democratico a me noto.

 

Allora ,innanzitutto,  chiedo al nuovo presidente  Piero Celani di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale e di revocare subito le delibere sulla divisione della  provincia , accogliendo anche  le ultime richieste della CGIL.

 

Ascoli Piceno, 26.6.2009

Mauro Gionni

2 Commenti a “Nuovo intervento di Gionni”

  1. miki

    apprezzo il nuovo intervento di mauro, che denota reattività positiva. Condivido i contenuti, che peraltro sono quelli affrontati nelle assemblee di federazione da mesi. E’ necessario però praticare migliori metodi di comunicazione con le persone, che non conoscono quasi per niente gli argomenti che riguardano le questioni politiche e amministrative del loro territorio. Per un verso trovano repulsione nella politica, ancor più quella locale, e quasi si vantano di non seguirla, per altro verso però giudicano senza conoscere i contenuti. Dunque, l’obiettivo è far superare la diffidenza verso la partecipazione politica. Certo la disaffezione e la confusione sulle proposte dei vari personaggi politici è alimentata anche da coloro che si fanno portavoce di generici e confusi proclami contro i “potenti” (forse perchè animati da invidia e null’altro). La comunicazione una volta ancora si conferma determinante in qualunque tipo di relazioni umane. miki

  2. adele

    Sono d’accordo, sul comunicare in modo chiaro ed efficace, ma per questo piuttosto che lauree in scienze della comunicazione e piani strategici, le uniche strade per creare interesse e seguito sono sopra tutto onestà intellettuale, passione e ovviamente non da ultimo – cosa scontata! – contenuti chiari e patti da rispettare e rispettati…e ancora come dare torto a chi non ha fiducia, dopo tutto quello che è stato visto?…agli elettori per anni sono stati chiesti atti di cieca fiducia per il meglio che sarebbe “venuto”, e che ancora non si è visto (e mi riferisco all’organizzazione politica del partito)!
    Così per l’ennesima volta si ripropone il dilemma scelta unitaria e/o correnti divise. Le esperienze degli ultimi anni, nazionali e locali, dicono però che uniti…non lo sappiamo fare!..e i patti scritti, sottoscritti e ri-sottoscritti, si sono rivelati patti scellerati o fragili perchè, evidentemente, non sostenuti da “fondamenti indiscutibili”, non idee guida da sviluppare insieme con il tempo necessario, ma patti per “svoltare” per ottenere risultati immediati…che però non ci sono stati!…al danno la beffa!

    Allora, se la logica suggerisce uniti è meglio, i fatti, non danno ragione alla logica…o meglio si è mirato ad essere uniti, soltanto per far numero e non “movimento”, con i figuranti che hanno predicato un serio rinnovamento, ma poi sono andati avanti come i gamberi…tre passi avanti e due indietro!…per paura di dover ridurre il numero delle presenze in scena.
    Per essere movimento, nella direzione fino ad ora indicata dai congressi nazionali, serve un progetto veramente condiviso, una volontà politica e la capacità delle parti di saper condividere la scena, senza la pretesa di essere sempre e solo attori protagonisti ( per brama di visibilità, potere, per interessi personali, ecc..ecc..).

    I tentativi sono stati fatti, se non si trova una linea veramente “seria” in grado di unire le parti e questa volta in modo inequivocabile, allora meglio tornare a correre ognuno per conto proprio e cercare di volta in volta, occasioni per soluzioni comuni…così almeno la smettiamo di perdere quel po’ di faccia che ci resta…anche agli occhi delle persone alle quali chiediamo il voto.

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