Lettera Aperta
Tra poco tempo saremo chiamati tutti alle urne per eleggere il nuovo candidato sindaco di Ascoli Piceno; forse farò troppa retorica ma mi sembra evidente come il traguardo che ci attende sia un importantissimo crocevia per il futuro della nostra città, un futuro non soltanto amministrativo, ma questa volta più che mai mi sembra che ci troveremo a dover scegliere per il futuro politico della nostra città. POLITICO, NON PARTITICO (intendendo ovviamente il primo aggettivo nella sua accezione più positiva, il secondo in quella più negativa, tanto per intenderci mi riferisco a quel sistema partitocratico che ha condizionato la politica italiana da vent’ anni a questa parte).
Tutta via voglio riprendere le parole di Fausto Raciti (segretario nazionale dei Giovani Democratici), voglio riprendere le parole pronunciate al primo congresso nazionale di quest’ associazione: “noi non siamo la generazione dell’ anti politica, non siamo la generazione nemica dei partiti e delle istituzioni, noi siamo la generazione che ha scelto l impegno e si impegna per riprendersi in mano il proprio futuro”.
Io ho molto a cuore la nostra costituzione (che ultimamente sta subendo attacchi ignobili ed indegni) che all’ articolo 49 recita: “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
Smettiamo, vi prego, di vedere con odio la tessera del partito, smettiamo di vedere con odio le sedi di partito, le gerarchie, le strutture, i ruoli che si configurano all’ interno di queste associazioni. Il MILITARE all’ interno di un’ associazione partitica non vuol dire essere una marionetta, essere un automa in mano a poteri superiori. Le tessere di partito non anestetizzano il cervello; la televisione e la stampa di regime, queste si che lobotomizzano il pensiero. Smettiamola, vi prego, di crogiolarci in una comoda, supina, posizione di anti-politica. Smettiamola, vi prego. Se qualcosa può, e deve cambiare, lo può fare anche e soprattutto partendo dal basso. Rinunciare al voler cambiare lo status quo a causa di un vezzo intellettualistico di “onestà” intellettuale, è arrendersi. Come diceva Ernesto Che Guevara “CHI LOTTA PUO’ PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA’ PERSO”. Penso che in questi due anni dalla loro costituzione i Giovani Democratici di Ascoli Piceno abbiano dimostrato come la vita di partito possa avere ancora, e debba avere ancora un’ accezione puramente politica e sociale. Penso che il lavoro fatto in questi due anni da molti di noi sia stato encomiabile, se non altro dal punto di vista dell’ impegno, dell’ entusiasmo, della partecipazione, dal punto di vista della VOGLIA DI CAMBIARE. Il MILITARE all’ interno di partito senza logiche poltronistiche è possibile. Il MILITARE all’ interno di un partito con la voglia, vera, di cambiare, di aiutare, di pensare al bene di una comunità è possibile. La dimostrazione tangibile di tutto questo la vedete nelle facce di chi di quest’ organizzazione fa parte. La dimostrazione tangibile di tutto questo è visibile negli attacchi che ad alcuni membri di questa associazione sono stati fatti, proprio perché ad una politica affetta da partitocrazia hanno preferito una politica fatta di impegno disinteressato.
Davanti ad una situazione nazionale in cui la libertà è falcidiata, strozzata, imbavagliata dove la costituzione è continuamente attaccata, la magistratura insultata, la satira negata; davanti al sultanato plutocratico di Silvio Berlusconi non possiamo tirarci indietro, davanti ai suoi servi non possiamo tacere, davanti alle masse anestetizzate dai suoi media non possiamo star zitti: MANIFESTARE! Questo è l’ imperativo che vi chiedo, vi prego di seguire. Manifestare e informare. Manifestare ed esporci. Sempre e comunque. Far sentire la nostra voce con qualunque mezzo a disposizione : dalla politica attiva tanto all’ interno dei partiti quanto all’ interno delle associazioni, usando internet, leggendo i giornali stranieri, pubblicando, linkando, taggando, lottando e resistendo. Perché se ancora in Italia si parla di resistenza è per il fatto che l’ occupazione non è ancora finita. Sono stati cacciati una volta, ma sono tornati. Dobbiamo tornare ad unirci. Tutte le forze sociali e politiche tornare a lottare per la libertà. Siamo o non siamo noi i figli e i nipoti dei partigiani? I figli e i nipoti di Togliatti, di Gramsci, di Musolesi, di Spinola, di Einaudi, di Montale, di Calamandrei, di quei politici, di quegli intellettuali, di quei cittadini comuni che, uniti sotto il vessillo comune della libertà affrontarono e sconfissero i fascisti? Per quanto ancora pensiamo si possa restare con le mani in mano? Quanto lontano pensiate che sia il momento in cui questa sordida e silenziosa dittatura sarà istituzionalizzata?
Nella nostra più piccola realtà (mi si conceda questo salto mortale…) Ascoli è sempre stata una città lobbistica e clientelare che non ha mai disdegnato logiche manganellistiche, è necessario spezzare questo sistema che una classe politica miope, barbara, indegna, attaccata a comode poltrone e vecchi e polverosi divani ha creato in tutti questi anni, è necessario tornare ad indignarsi, è necessario unirsi ed è necessario urlare; urlare che siamo stufi di una città anestetizzata, lobotomizzata, ormai ridotta in stato vegetativo, urlare che siamo stufi di una città priva di scelte concrete riguardanti le politiche giovanili, urlare che siamo stufi di una città priva di sbocchi lavorativi, urlare che siamo stufi di una città priva di un futuro concreto che anni e anni di amministrazione di destra hanno reso sempre più cupo e più scuro. E’ quanto mai necessario un ricambio doveroso e necessario della classe politica della nostra città, per una politica che sia ancora figlia dell’ entusiasmo, della passione e della partecipazione, che abbia come unico interesse il BENE della città e dei suoi cittadini. E’ quanto mai necessario UNIRSI E LOTTARE !
GIAN MARIO BACHETTI vice coordinatore GDAscoli

